Simona Costanzo

Pozilli, Italia

Simona  Costanzo

Biografia

Simona Costanzo ha conseguito il dottorato di ricerca in epidemiologia presso la Facoltà di Salute, Medicina e Scienze della vita presso l’Università di Maastricht, Paesi Bassi.

Attualmente è professore associato di sanità pubblica presso l’Università dell’Insubria di Varese, Italia, e epidemiologa senior presso l’Unità di ricerca di epidemiologia e prevenzione, IRCCS Neuromed, Pozzilli, Italia.

La ricerca della professoressa Costanzo si concentra sulle malattie cardiovascolari, sul cancro e sui rischi per la salute globale associati a fattori ambientali e di stile di vita, in particolare le abitudini alimentari. Ha apportato contributi riconosciuti a livello internazionale al dibattuto argomento del consumo di alcol/vino e della salute.

È inoltre responsabile della gestione dei dati per lo studio Moli-sani, uno studio di coorte prospettico di 20 anni basato sulla popolazione che ha coinvolto oltre 24.000 adulti nel Sud Italia. Lo studio mira a valutare il ruolo dei fattori di stile di vita, in particolare le abitudini alimentari, e i contributi genetici alle malattie degenerative croniche e metaboliche.

Affiliazione

- Professore associato di Sanità Pubblica presso l'Università dell'Insubria di Varese, Italia
- Epidemiologo senior presso l'Unità di ricerca di epidemiologia e prevenzione, IRCCS Neuromed, Pozzilli, Italia
- Gestione dei dati per lo studio Moli-sani

Competenze

Malattie cardiovascolari, cancro e rischi per la salute globale associati a fattori ambientali e di stile di vita, in particolare alle abitudini alimentari

Abstract

Dieta mediterranea – prove epidemiologiche per essere una delle migliori diete preventive

Simona Costanzo1,2 e Marialaura Bonaccio1

1 Unità di ricerca di epidemiologia e prevenzione, IRCCS Neuromed, Pozzilli (IS), Italia

2 Centro di ricerca in epidemiologia e medicina preventiva (EPIMED), Dipartimento di medicina e chirurgia, Università dell’Insubria, Varese, Italia

La dieta mediterranea è da tempo considerata uno dei modelli alimentari più efficaci per prevenire le malattie croniche e promuovere la longevità. La dieta mediterranea è stata costantemente associata a un rischio ridotto di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcuni tumori e disturbi neurodegenerativi. I suoi benefici per la salute sono principalmente attribuiti al suo ricco contenuto di antiossidanti, grassi monoinsaturi e composti antinfiammatori.

Questo modello alimentare è caratterizzato da un elevato apporto di frutta, verdura, cereali integrali, noci e olio d’oliva, insieme a un consumo moderato di pesce e latticini e un apporto limitato di carne rossa e cibi lavorati. Inoltre, solo per gli adulti, una dieta mediterranea tradizionale include un consumo moderato di alcol, sempre durante i pasti, preferibilmente vino, distribuito nell’arco della settimana. Alla luce di ciò, gli effetti sulla salute del consumo moderato di alcol/vino dovrebbero essere analizzati nel contesto di uno stile di vita mediterraneo piuttosto che come fattore di rischio/protezione individuale, come viene comunemente fatto nella maggior parte degli studi epidemiologici. È stato proposto un modo per indagare l’importanza relativa dei singoli componenti della dieta mediterranea, ovvero integrando le associazioni con gli esiti sulla salute di molti singoli componenti in un singolo punteggio unidimensionale ottenuto rimuovendo alternativamente ogni alimento dal punteggio. I risultati del segmento greco della coorte EPIC hanno mostrato che il consumo moderato di alcol (principalmente sotto forma di vino e durante i pasti) era una componente dominante del punteggio della dieta mediterranea come predittore di una mortalità inferiore. Le analisi successive condotte nella coorte dello studio Moli-sani in Italia hanno corroborato questi risultati. Nello specifico, in un campione di partecipanti con diabete di tipo 2 all’inizio dello studio, l’effetto complessivo del punteggio della dieta mediterranea è stato principalmente contribuito dal consumo moderato di alcol, poiché abbiamo osservato una riduzione del 14,7% (HR=0,686; 95%CI 0,541-0,871) nell’effetto totale della MD (HR=0,632; 95%CI 0,494-0,803) dopo aver rimosso questa componente dal punteggio totale. Risultati simili sono stati confermati negli anziani della stessa coorte Moli-sani.

Oltre alla sua composizione ricca di nutrienti, la ricerca emergente evidenzia l’importanza di considerare non solo i principali componenti alimentari, ma anche il modo in cui gli alimenti vengono elaborati. Prove recenti, infatti, suggeriscono che la relazione dieta-salute si estende oltre la composizione dei nutrienti. L’eccessivo affidamento alle metriche tradizionali basate sui nutrienti, come quelle che danno priorità alla riduzione di calorie, zuccheri o grassi, può oscurare l’impatto della lavorazione degli alimenti sulla salute.

La classificazione Nova evidenzia i rischi associati agli alimenti ultra-processati, che sono prodotti fortemente industrializzati contenenti additivi, matrici alimentari degradate e composti potenzialmente dannosi. Indipendentemente dai loro profili nutrizionali, gli alimenti ultra-processati sono associati a maggiori rischi di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e mortalità prematura.

La dieta mediterranea, con il suo allineamento naturale agli alimenti minimamente trasformati, offre un duplice vantaggio, sia nella qualità dei nutrienti che nella protezione dagli effetti negativi della lavorazione alimentare.